mercoledì 8 aprile 2009

Anatomy of a Food Shot

As I promised in this post I'll analyze one of the shot I made for one of the latest recipes I posted in this blog. I'll try also to explain what was my workflow in devising and realizing the shot, which tecniques and instruments I used, in a hopefully clear language.

Composition and Styling
First time I did was to prepare the set. I already have thought to make a shot in some "rustic looking" style of the recipe ingredients, that could convey a sensation of fresheness and genuineness: the parsley stems were just plucked so I didn't have to fake things too much.
With these concept well fixed I searched through my cooking propos an old wooden chopping board upon which place the various ingredients. I went crazy to keep together the peppercorns and the salt crystals, because they were attracted by the gravity to the concave center of the board. It was essential to use a pair of tweezers, the ones also used by the philatelists to hold stamps (they have flat ends so they don't ruin what they hold).
The garlic instead should be showed both as a whole, both with one clove, just the clove would make identification difficult and anyway the shape of the whole garlic balanced with its circular shape the straight lines of the parsely stems on the opposite side of the shot.

Lighting
For this shot I wanted a soft but directional light that highlighted the details, textures and shapes of the various objects of the set. I choosed then for a continuos light which is less "cold" and "crisp" than flashes and in my humble opinion provides a natural quality similar to sunlight, at least with food.
To exalt details and textures I placed the light (a fluorescent head inside a 60x60 cm softbox) behind the chopping board, angled at about twenty degrees down, so it could light all the whole board but also to let some shadow so to give a tridimensional effect to the shot. Some carefully placed white foam panels helped me then to open up some of the darkest shadows.

Shooting Time!
Completed the set and the lighting now I had to find a proper framing for the shot, so i started to move around the set with the camera to find a good spot from where to shoot. At the end I settled for a frontal shot, pretty closed up but that could set the viewer the impression that the board would be right in front of him, but from a lower perspective, just like he would have seen it when he was a child.
I think that playing with perspective, stepping aside from the one we're accostumed to in everyday life, helps to make an image interesting for its slightly "unexpected" feeling.
The focal length I decided for was a classic 50mm, exactly because I wanted to keep the perspective close to the normal field of vision.
Then I have to choose one glass from the many I own (and I own too many of them, I confess), a glass that could give me warm colors and a great bokeh, the latter because I wanted to have a very limited depth of field.
After some quick tests I settled for the Schneider Kreuznach Xenon 50/1.9 (in m42 mount) that always impressed me for its bokeh that looks like a "painting": it would have worked beautifully to achieve the mood I searched for this shot.
Shooting against the main light I also needed a hood, to avoid flare, and a polarizer filter to control reflections from the wooden table, over whose the chopping board lied, and also help me to increase color saturation: the result is evident especially in the green of the parsley.

Post Production
When a shot is good from start postproduction is a breeze and just fun. In this case I had to increase a bit the sharpness (only in the small in focus zone), set the white point to correct some color cast given by the lighting (fluorescent "daylight" lights aren't neutral 5000k anyway) and setting a little the levels to increase contrast to have an image ready to be printed. The reason being I lately print almost every shot before publishing it on the web or elsewhere. It's very useful to find out any problem the computer screen, even the best calibrated one, could conceal.
And photos are to be touched and not just watched on screen anyway.



Anatomia di uno Scatto di Food

Come promesso in questo post analizzerò uno degli scatti fatti per una delle ultime ricette postate in questo blog. Proverò anche a spiegare quale è stato il mio modo di procedere nel pensare e realizzare la foto e quali strumenti e tecniche ho usato, cercando di essere il più chiaro possibile.


Composizione e Styling
Per prima cosa ho preparato il set. Avevo già in mente di realizzare uno scatto in stile "rustico" degli ingredienti della ricetta, che potesse trasmettere una idea di "freschezza" e di genuinità. Fra l'altro il prezzemolo era in effetti appena colto quindi non dovevo nemmeno fare le cose troppo "false".
Con questi concetti ben chiari ho cercato fra i vari oggetti di cucina un vecchio tagliere in legno sopra il quale disporre i vari ingredienti. Sono diventato matto a mantenere i chicchi di pepe e i cristalli di sale assieme in quanto tendevano a scivolare verso il centro concavo del tagliere. E' stato essenziale per questo lavoro l'uso delle pinzette, del tipo di quelle che usano i filatelici per i francobolli (ha le estremità piatte e quindi non rovina quello che afferra).
L'aglio invece doveva essere mostrato sia intero che lo spicchio, solo lo spicchio sarebbe stato difficile da identificare e poi comunque bilanciava bene con la sua forma tonda le linee create dagli steli del prezzemolo sul lato opposto dell'immagine.

Luce
Per questo scatto volevo una luce morbida ma direzionale che evidenziasse i dettagli, le superfici e le forme dei vari oggetti sulla scena. Ho optato per una luce "continua" che è meno fredda e "secca" di quella dei flash e, sarà una mia impressione, dà in fotografia una resa molto più simile alla luce naturale, almeno con il food.
Per esaltare i dettagli ho piazzato quindi la luce (una testata con lampade fluorescenti dentro un softbox 60x60 cm) dietro il tagliere, inclinata di circa una ventina di gradi verso il basso, in modo che lo illuminasse completamente ma creasse anche qualche ombra che serve a dare tridimensionalità all'immagine. Alcuni pannelli bianchi di polistirolo piazzati davanti e sul lato sinistro mi hanno aiutato ad "aprire" alcune delle ombre troppo scure.

Ripresa
Sistemato il set e la luce ho iniziato a girarci intorno con la macchina per capire quale punto di ripresa preferivo. Alla fine ho deciso per una ripresa frontale abbastanza ravvicinata che comunque dasse all'osservatore l'impressione che il tagliere fosse davvero davanti a lui, ma da un punto di vista più basso, un po' come lo avrebbe visto da bambino.
Secondo me cambiare la prospettiva rispetto a quella cui siamo abituati nella vita di tutti giorni contribuisce a rendere una immagine interessante perchè appunto leggermente inaspettata.
La focale di ripresa scelta è stata una normale di 50mm, proprio per mantenere la prospettiva la più simile alla visione reale.
Fra tutte le lenti che possiedo (e lo ammetto, ne possedio molte, forse troppe) avevo bisogno di una che mi desse sia una resa "calda" dei colori, sia uno sfocato eccellente in quanto volevo usare una area di fuoco estremamente limitata.
Dopo qualche prova alla fine ho usato una Schneider Kreuznach Xenon 50/1.9 (con attacco m42) che mi ha sempre impressionato per la resa del bokeh che sembra "pitturato" e si sposava benissimo con l'atmosfera generale dello scatto.
Scattando controluce avevo inoltre bisogno di evitare riflessi in macchina, quindi un paraluce è stato indispensabile, così come anche un filtro polarizzatore che ha tolto tutti i riflessi dal piano di legno del tavolo su cui era poggiato il tagliere, oltre a saturare ottimamente i colori, specialmente il verde del prezzemolo.

Post Produzione
Quando si riesce a fare un buono scatto la post produzione diventa un divertimento e non un lavoro noioso di sistemazione degli errori. In questo caso infatti è bastato solo leggermente aumentare la nitidezza (e solo nella piccola area a fuoco), settare il punto del bianco per togliere le dominanti introdotte dalla luce (le fluorescenti anche daylight non sono mai comunque a 5000k neutrali) e una leggera sistemazione dei livelli per dare un poco più di contrasto e l'immagine era pronta per essere stampata. Ultimamente infatti tendo a stampare tutto quello che devo pubblicare anche solo a video. E' comunque utilissimo per vedere eventuali problemi che il monitor può nascondere. E poi le foto vanno toccate, non solo guardate.

11 commenti :

Marija ha detto...

Thanks a lot for this! It is very helpful.

Il gatto goloso ha detto...

Grazie mille per tutte queste informazioni... apprezzo sempre di più il tuo blog, trovo molto interessante l'abbinamento food e foto ed è sempre piacevole passare di qui!
Ho anche io un filtro polarizzatore circolar per la mia canon 400d, ma non è sempre semplice capire come gestirlo, a volte sembra quasi che scurisca l'immagine invece di toglierne i riflessi (è vero che è un filtro pagato 20 euro eh!)... e poi credevo andasse usato solo per fotografare l'acqua non still life!
A presto!

A G Photography ha detto...

@Marija
You're welcome!

@Gatto
Non c'è di che!

Speriamo che anche tanti altri apprezzino il nuovo connubio fra fotografia e cucina.

Il polarizzatore scurisce le foto da 1/3 fino ad uno stop intero proprio perchè "taglia" via parte della luce (quella riflessa in modo non lineare), se usi l'esposimetro dentro la macchina ne tiene comunque già conto.

Azabel ha detto...

Bellissimo post, spero vorrai continuare a fare queste analisi dei tuoi scatti, mi saranno molto utili! Intanto vado a studiarmi cos'è un filtro polarizzatore ;)

Tartelette ha detto...

It's always interesting to peek into someone else's workflow. Thank you for taking the time to do this.

A G Photography ha detto...

@Azabel
Penso di farne ancora qualcuno, magari non solo di food. Anche perchè il polarizzatore si usa soprattutto nei paesaggi... ma anche nei ritratti ;)

@Tartelette
You're welcome. I'm glad you found interesting.

Liska ha detto...

Thank you very much for sharing. It is really very helpful and interesting.

LaGolosastra ha detto...

questi suggerimenti sono preziosissimi, ma ahimé non ce la farò mai!
A parte che la mia macchinetta poverina è tanto brava ma non è all'altezza di cotante meraviglie.

Chissà se Babbo Natale prima o poi ascolterà le mie preghiere e mi regalerà una macchinina come si deve...

Complimenti, di cuore e di pancia, per tutto quello che ho visto nel tuo blog.

Arfi Binsted ha detto...

Thanks for the post, Ale. I found a post like this will be much more helpful with the help of photos as the illustrations. I really want to see what gadgets you usually use to enhance this creative and inspiring work. I am a bit bored with what I've got so far as I feel that I am just kept in a box, without making any progress. Perhaps, a post about gadgets will be much of help for a confused reader like me? hehehe Thanks!!

fiOrdivanilla ha detto...

interessantissime info!
meno male che c'è Alessandro che ci fornisce dei più preziosi e grandi consigli sul foto-food! :)

Anonimo ha detto...

Hey there! I know this is somewhat off topic but I was wondering which
blog platform are you using for this site? I'm getting sick and
tired of Wordpress because I've had issues with hackers and I'm
looking at alternatives for another platform. I would be
fantastic if you could point me in the direction of a good platform.


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