martedì 13 aprile 2010

Le Tre False Scuse che Ci Impediscono di Fare Buone Foto

Delle scuse irrazionali e illogiche a volte ci impediscono di raggiungere i risultati che desideriamo. Io la chiamo la sindrome del "Se solo ..." e influenza tutte le attività umane, inclusa la fotografia.

Spesso parlo con persone che vogliono migliorare le fotografie che fanno e la maggior parte di loro sono davvero pronte a metterci l'impegno e il lavoro necessario.

Ma la sindrome del "se solo ..." prima o poi entra in gioco: "Se solo avessi quell'accessorio xxxx potrei essere un fotografo migliore". "Se solo potessi fotografare durante il giorno i miei scatti sarebbe molto meglio." Non c'è davvero fine alle scuse che siamo in grado di creare dal nulla per giustificare la nostra pigrizia o mancanza di pazienza.

La prima cosa da fare è riconoscere queste scuse per quello che realmente sono: scuse. E metterle al posto giusto: è una reazione molto comune ed umana alle difficoltà, non siete dei mostri strani e tutti sono stati nei vostri panni ad un certo punto. Aggiungiamo a questo anche il Mondo "consumista" in cui viviamo, che ad ogni passo cerca di convincerci che è necessario acquistare un nuovo prodotto che miracolosamente risolverà tutti i nostri problemi.

Ma facciamo alcuni esempi piuttosto comuni di situazioni "fotografiche" che ho spesso ascoltato.

La scusa "non ho una fotocamera abbastanza buona".

Questa è la più palese bugia che possiamo raccontarci. Poteva essere vera (fino ad un punto) in passato, ma oggi è veramente ridicola. È vero che non tutte le macchine fotografiche sono adatte in qualsiasi situazione, ma non dovete spendere una fortuna per comprare ciò che vi serve, dovete solo sapere di che cosa avete bisogno e dei compromessi che desiderate accettare.

Parliamo per esempio del settore della fotografia in cui sono più coinvolto: il food. Ho già spiegato in un altro post perché si dovrebbe usare una macchina fotografica reflex per fare scatti di food decenti. Come mi aspettavo alcuni commenti sono stati "ahh ma io ho solo una macchina fotografica digitale compatta. Quelle foto sono il meglio che potessi fare".

Scuse.

Se avete bisogno di fare foto di food per il web non è necessario acquistare la più recente, mega accessoriata, macchina fotografica che costa quasi come un'automobile. Basta avere una buona macchina fotografica digitale usata, prodotta anche alcuni anni fa, e una economica lente da 50mm. Stiamo parlando di circa 150 euro per la macchina e altri 150 per l'obiettivo, e sto un po' esagerando i prezzi, si potrebbe forse trovare qualcosa di più conveniente con un po' di pazienza e di ricerca.

Quindi con circa 300 euro, meno del prezzo delle più recenti fotocamere digitali compatte, potete permettervi di entrare in un mondo completamente diverso. Se il vostro desiderio di fare buone foto merita questa spesa, eliminate la scusa che vi siete creati e iniziate a cercare il vostro acquisto.

La soluzione è anche più facile se si vuole fare begli scatti dall'aspetto professionale ma che non hanno bisogno di essere in un formato digitale. La pellicola non è morta, un rullino di pellicola costa circa 6-8 euro, incluso lo sviluppo, mentre le fotocamere, anche recenti, vengono davvero date via per poche decine di euro.

Se in futuro si desidera avere queste foto in formato digitale per essere utilizzate sul web tutto ciò che serve è uno scanner a buon mercato che costa circa 100-150 euro.


Esempio: ho fatto la foto sopra con una macchina fotografica a medio formato Zeiss Nettar, prodotta negli anni '50 e che in giro si trova anche a 25-30 euro, la pellicola (Fuji Provia 400) e lo sviluppo mi è costato altri 8-9 euro, mentre la scansione la ho eseguita con un Epson V700 (500 euro) che mi ha dato un'immagine con una risoluzione che batte la mia Canon EOS 5dMkII (2500 euro). Uno scanner da 150 euro avrebbe prodotto risultati più che accettabili per il web e in ogni caso con la pellicola si può sempre usare in futuro uno scanner migliore, la qualità è nella pellicola stessa, non nello scanner.

La scusa "Non ho abbastanza luce"

Quando sento queste parole il mio primo pensiero è "Oh mio Dio! Di nuovo!". Mettiamola in modo semplice e chiaro, a meno che non si debba fotografare un soggetto in movimento o animato la luce non è un problema. Ripetete con me "La... luce... non è... un... problema". Questo perché spero che abbiate speso qualche soldo per comprare un treppiede.

Non avete un treppiede? Compratene uno. Pensate di non aver bisogno di un treppiede? Ok, seguitemi: le foto di buona qualità hanno bisogno di luce o di tempo. Poiché la luce non è sempre disponibile ci vuole tempo, e tempo significa che avete bisogno di tenere ferma la fotocamera, almeno per un secondo diviso per la lunghezza focale dell'obiettivo che state utilizzando. Ad esempio se si utilizza il comune obiettivo da 50 millimetri è necessario almeno un tempo di esposizione pari a 1/50 di secondo (se si utilizza una macchina fotografica digitale "crop" si deve moltiplicare la lunghezza focale con il fattore di crop, di solito circa 1.5x).

Ma quando un treppiede è davvero impagabile è quando si deve fotografare con poca luce o luce artificiale. Anche una piccola finestra o una lampada poco potente possono essere sufficienti se si ha un soggetto fermo e un treppiede. Avete tutto il tempo del mondo, abbastanza per trasformare la notte in una luminosa giornata nei vostri scatti.


Esempio: l'illuminazione che ho usato in questo scatto è solo la coppia di candele sullo sfondo. Naturalmente ho usato il cavalletto perché, anche a diaframma completamente aperto, il tempo necessario per ottenere una buona esposizione era di alcuni secondi.

La scusa "Non ho un buon occhio"

Questa è la scusa più brutta che ci possiamo raccontare, e probabilmente anche la più falsa.

Non ho mai incontrato un fotografo che sia nato con "buon occhio". Il "buon occhio", cioè la capacità di comporre una scena significativa e attraente nella fotografia, è una capacità che ha solo bisogno di essere alimentata mediante l'esercizio e l'esposizione a belle immagini, non solo fotografiche.

Per esempio visitate la pinacoteca della vostra città e iniziate ad analizzare i quadri che vi piacciono di più: guardate come il pittore ha messo i vari elementi sulla scena, che bilanciamento è riuscito a creare, quali sono le caratteristiche del quadro che hanno realmente catturato la vostra attenzione ed interesse.

La fotografia non ha regole diverse dalla pittura, è solo un medium diverso.

Il vostro investimento migliore è acquistare libri sulla pittura e la fotografia e guardare belle immagini ogni volta che potete. Un manifesto pubblicitario cattura la vostra attenzione? Fermatevi un attimo e studiate come l'immagine raffigurata su di esso è composta, come la luce cade sul soggetto, che tipo di significato o stato d'animo l'immagine cerca di esprimere a chi la vede.

Il "trucco" per fare belle foto è quello di riconoscere, attraverso la vostra esperienza, che una scena possa essere interessante, previsualizzarla nella vostra mente e alla fine vi renderete conto che l'azione di scattare la foto è la parte più facile e quasi meccanica. Anche un robot può premere un pulsante di scatto, un computer è in grado di calcolare l'esposizione meglio del più grande fotografo, ma solo un essere umano può possedere la cultura e l'intelligenza necessarie per riempire la foto di significato.


Esempio: lo studio e l'analisi di un capolavoro di un grande pittore (in questo caso Cezanne), può darvi un sacco di idee su come comporre un soggetto in una scena fotografica.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

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25 commenti :

Diletta ha detto...

Oh Alessandro che bel post!
Io mi sono ritrovata nelle prime due scuse...e devo dire che la prima non era proprio una scusa...nel senso ho fatto un jump enorme...sono passata da una sony di primissima generazione ad una reflex canon.
Per la luce...io sono convinta la luce non sempre debba essere la stessa. Ad un zuppa invernale si addice molto di più una luce come quella del tuo esempio che non la luce bianca bianca del mattino. Ho un cavalletto...e sto imparando, piano piano anche a fotografare al tramonto, di sera e con luci diverse.
Per il buon occhio...ha ragionissimo....basta "studiare"!

Un sorriso e grazie per le dritte,
D.

Ciboulette ha detto...

hai scritto tanti post utili sulla fotografia, ma questo che mina i trespoli su cui siamo accovacciate e' uno dei migliori.
Io mi ritrovo soprattutto nella scusa della luce: ho ceduto a fare foto di sera (o il blog sarebbe andato in vacanza) ma non ne sono mai soddisfatta (pero' da quando hai dato il suggerimento di schermare la luce va molto meglio :), eppure so, e mi confermi, che anche con la mia entry level con-obiettivo-kit, posso migliorare.
Ssulla composizione: vogliamo parlare dei bravi blogger??quanto si impara da loro??? :)

artemisia comina ha detto...

mi sono precipitata a leggere, con la coda di paglia in fiamme. tuttavia, poichè la maggioranza delle mie foto sono di sera in situazioni in movimento, con gente che acchiappa i piatti e luci sempre differenti, sono ancora qui che mi chiedo cosa posso fare :))

Alessandro Guerani ha detto...

@Diletta

Per la luce... ti meraviglieresti a vedere che luce del mattino si riesce a far venire alle sei di sera ed il contrario. E la luce del sole al mattino presto vira verso il rosso (come al tramonto), non è bianca. Son altre scuse, fidati ;)

Alessandro Guerani ha detto...

@Ciboulette

Hai visto anche te, basta un piccolo accorgimento, che fra l'altro usiamo tutti i giorni con le finestre (tende) e con le lampadine (paraluce), e già le cose cambiano. Chissà perché pensavi che la macchina fotografica fosse diversa dai nostri occhi. Guarda sempre la scena che vuoi fotografare e cambiala in modo che ti piaccia alla vista: hai fatto il 99% del lavoro.

Alessandro Guerani ha detto...

@Artemisia

Ma tu devi fotografare delle persone che corrono con delle lampadine colorate accese in mano? :D

Virginia ha detto...

Grandissimo Alessandro!

eli ha detto...

Sagge parole!
Per il terzo punto io aggiungerei che, ogni tanto, dobbiamo mettere a tacere il giudice odioso che è in noi e fare un po' di esercizio di autostima!
Bellissimo post!

Daniela ha detto...

Quante scuse ci inventiamo!

Sulla prima scusa, si può risparmiare anche sullo scanner per le fotografie analogiche. Basta chiedere al fotografo di sviluppare la pellicola e salvare le immagini su cd: comodissimo e meno costoso delle stampe.

Ciao

Daniela

paolaotto ha detto...

Voglio dire solo una cosa: sei fantastico! Paola

artemisia comina ha detto...

pressapoco :DD fotografo piatti che calano in tavola mentre persone li acchiappano e se li ficcano in bocca, e spesso sono pure la cuoca, tutto al lume della sera, perchè sennò nessuno di noi ha tempo. insomma, cibo vivo, di cui faccio il paparazzo...

Morena ha detto...

Dovrò venire qui un pò più spesso..questo post mi ha decisamente rassicurata!!!..da 3 giorni ho una Pentax K20d comprata usata e non so da dove iniziare...anzi, io direi di sì, proprio da qui!!

ciao Morena

enza ha detto...

Guerans ci s'arriva con il tempo e con la paglia a queste considerazioni, non potevi postare questo post 2 anni fa così mi evitavo sto naso lungo lungo come pinocchio?
use real butter scrive: il fatto di avere una gran bella machcina fotografica non fa di te un fotografo.
quel che scrivi me lo conferma.
grande, guerans!!!!

Alessandro Guerani ha detto...

Mammamia quante cose son venute fuori e, come prevedibile, uguali e diverse assieme per ognuno di noi.

Per chi ha iniziato, abbiate coraggio, avete davanti una strada che è f****mente divertente! Però è anche difficile perché, come poi in tutte le attività umane, ci si trova sempre a capire di avere capito un milionesimo di quello che c'è.

Per chi ha già un po' di esperienza ma non è contento di quel che combina, guardate... è una questione di approccio. Fino a qualche anno fa anche a me interessava solo avere delle foto come ricordo, non ci pensavo più di tanto quando scattavo, ecc ecc la sappiamo tutti no la situazione?

Quando invece vuoi che la foto sia la rappresentazione di una parte, anche piccola, anche infinitesimale, di te che vuoi mostrare al mondo, la cosa cambia.

Una cosa è fare due chiacchiere al bar con una amica, potete concedervi di semi-balbettare discorsi quasi incoerenti. Ecco queste son le foto che tutti han fatto per loro e la cerchia dei conoscenti diretti. Se parlate invece ad una conferenza piena di sconosciuti, e mettere sul web una foto è la stessa cosa, vi permettereste ugualmente di affrontare un discorso soprapensiero oppure penserete che dovete esprimere il meglio di voi?

Babs ha detto...

no dico..... ma nessuna che ti abbia scritto quanto sei insopportabile????? mi meraviglio! :-DDDDDDD :-DDDDDD lo sai che scherzo, ma non avevo ancora finito l'articolo che ho deciso di farti un comment. INSOPPORTABILE!!!! :-DDDDDDD sappi che son ui che rido come una pazza.
firmato: la tua agente :-)

Alessandro Guerani ha detto...

Ciao Babs... detta anche la fornitrice di pane del Niguarda :D

Anonimo ha detto...

Le scuse individuali OK. Peccati veniali. Forse a volte servono anche.
Ma ci sono scuse collettive che non reggono. Allora mi chiedo (domanda retorica) come la mettiamo. Cosa ci raccontiamo, oppure cosa ci facciamo raccontare?
Nel campo professionale della fotografia poi non parliamone.
Oggi che tutti i furetti (piccoli &grossi) cavalcano la crisi tutto ci impedisce di essere pagati.
Almeno questa è la mia esperienza in quel di Legnano (MILANO) e questa è una bella scusa.
By
Alberto.

Edda ha detto...

Come sai sono una grande 'fedele' leggo tutti i tuoi post uno più prezioso dell'altro ma questo è andato ancora più lontano (grande? insopportabile? uno spasso? ;-).
Comunque si' sono scuse (rientro nelle 2 ultime ;-) che a volte consolano e come ben dici, come in tutti i campi è difficile. Ci vuole molta autocritica anche se non è ovvio trovare le soluzioni ai difetti per poter migliorare.
Vabbè è meglio che vado a dormire.
P.S. Un po' è anche grazie a (o a causa) te se mi è venuto il virus della fotografia :-)

LaGolosastra ha detto...

IO SONO ORGOGLIOSA DI AGGRAPPARMI A TUTTE LE SCUSE CITATE.

ghghghghghghg, dai dai ti prego lasciamele, così ho l'alibi per fare foto mediocri... ti pregooooo...

Lo Ziopiero ha detto...

Ciao, Ale. Concordo su tutta la linea. E, come hai sottolineato all'inizio, il "Se solo...influenza tutte le attività umane".

Piacere di averti letto e conosciuto ;-)

Alessandro Guerani ha detto...

Piacere mio per la visita :)

fiOrdivanilla ha detto...

ok ho letto tutto per bene (me l'ero perso 'sto post) e nessuno l'ha chiesto, probabilmente ne sanno tutti più di me!
Io te lo domando cmq: "se si utilizza una macchina fotografica digitale "crop" si deve moltiplicare la lunghezza focale con il fattore di crop, di solito circa 1.5x"
Che è sto crop? mi spieghi meglio?

per ilr esto... tutto vero solo che... mi hai fatto morire dal ridere :D

Alessandro Guerani ha detto...

Allora Manu, essendo che le focali sono pensate per la pellicola che è di dimensioni di 35x24mm, mentre invece il sensore delle macchine "crop" è più piccolo, per paragonare gli obiettivi fra questi due sistemi bisogna moltiplicare (o dividere) per il fattore di crop.
In pratica se voglio avere inquadrata la stessa scena che ho su una macchina a pellicola 35mm utilizzando una focale di 50mm, su una Nikon o Pentax digitali "crop" dovrei usare un 35mm, su una Canon mi pare un 30-32mm e su una Olympus un 25mm. Al contrario su una Olympus un obiettivo con focale 50mm inquadra la stessa parte di scena che su una macchina a pellicola 35mm (o full frame) un obiettivo di focale 100mm. Spero di esser stato chiaro...

fiOrdivanilla ha detto...

Si Ale, davvero, molto chiaro (non ti prendo in giro, anche perché nel frattempo ho anche ricercato:).

io ho questo macro qui per capirci, è con le caratteristiche visionate mi sono già risposta a molte perplessità ma non sono certa di essere nel giusto :\
ha una lunghezza focale equivalente a quella di un 100 mm delle fotocamere a pellicola 35 mm
questo significa che la mia oly ha un fattore di crop di 2.0 suppongo.

Offre un ingrandimento di 1:2 (metà delle dimensioni reali) che su fotocamere a pellicola 35 mm corrispondono ad immagini in dimensioni reali (1:1).
questo significa quindi che questo mio obiettivo macro ingrandisce tot e che per ottenere lo stesso ingrandimento (la stessa inquadratura) su una fotocamera a pellicola 35mm devo usarne uno di 100mm?
Sono fusa o ho capito bene?

Che poi è la stessa cosa detta poco sopra!

sara @ CaffeIna ha detto...

Alessandro, ho appena scoperto il tuo blog e il primo post che ho letto e' proprio questo. Come food blogger in "training" per foto migliori concordo sul fatto che di solito ci raccontiamo un sacco di scuse. Il treppiede devo dire e' stata la spesa piu' intelligente che io abbia fatto finora. Quanto all'occhio....quello sto cercando di allenarlo quindi grazie mille per i consigli (e anche per l'incoraggiamento...fa piacere sapere che non ci si nasce con l'occhio per la fotografia ma che si puo' sviluppare). Ok, ora devo andare a leggermi tutti gli altri tuoi post :)

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