martedì 30 marzo 2010

Carl Zeiss Jena Sonnar 300/4


Alcuni giorni fa ho promesso, descrivendo il reportage su Beppe Grillo, che avrei rivelato l'attrezzatura che ho usato. Il primo articolo era a proposito del Hoodman Pro-loupe, questa volta invece parlo di un grande teleobiettivo: il Carl Zeiss Jena Sonnar 300/4.

Carl Zeiss Jena Sonnar 300/4


Carl Zeiss Jena Sonnar 300/4

Cosa posso veramente dire su questo obiettivo? E' davvero ottimo: nitido, veloce e con un gran bokeh. E tutto questo di solito ad una frazione del prezzo che si paga per una lente più moderna, ma non sempre migliore.

Zola Predosa

È inoltre efficace anche per le foto di paesaggio, ma attenzione ai riflessi (usate un paraluce), e adoperatelo con un buon treppiede: può essere fissato direttamente sulla lente, come in quasi ogni altro tele lungo.

Parliamo ora degli svantaggi. Il primo che si scopre è che è dannatamente pesante: usarlo a mano libera necessita un certo "allenamento" (avevo la mia spalla destra dolorante dopo il reportage). L'altro più nascosto è che, proprio come la maggior parte delle lenti basate sullo schema Sonnar, soffre di una CA (Aberrazione Cromatica) abbastanza evidente, fotografare contro la luce non è quindi molto consigliabile (anche se l'ho fatto ... e non è successo niente di terribile tutto sommato).

Il mio giudizio complessivo è molto positivo: mi piace usare questo obiettivo per i ritratti di strada e i reportage, e a volte può essere utile per catturare piccole porzioni di panorama che non sarebbe possibile fare con lenti più corte.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

giovedì 25 marzo 2010

Pere Speziate al Forno con Panna Acida al Timo

Pere Speziate al Forno

Un dessert a base di frutta che è gustoso, veloce da preparare e può essere facilmente conservato in frigorifero per giorni. Impossibile? No, non lo è, continuate a leggere.

Ho avuto questa idea da un menu scritto da Gordon Ramsey: lui usava mele e la panna acida era aromatizzata con menta. Io invece ho preferito utilizzare le pere a causa della loro dolcezza, mentre il timo e la scorza di limone nella crema la controbilanciano senza sopraffarla.

Ingredienti (per 4 persone)
4 pere di medie dimensioni
250 gr. di zucchero di canna grezzo
2 bastoncini di cannella
3 anici stellate
200 ml. di creme fraiche
½ cucchiaino di foglie di timo
1 cucchiaino di scorza di limone tritata
350 ml. d'acqua

Preparazione
Sbucciate le pere mantenendo i loro piccioli. Sciogliere lo zucchero di canna in acqua su del fuoco basso. Aggiungete la cannella e anice e lasciate bollire per circa 4-5 minuti. Posate le pere in una teglia e versatevi sopra lo sciroppo. Cuocete in forno a 180 gradi per circa 30-45 minuti bagnando di tanto in tanto le pere con lo sciroppo. Quando le pere sono tenere, ma ancora con la loro forma, toglietele dal forno. Lasciatele raffreddare un po', glassatele con lo sciroppo e servitele insieme con la creme fraiche fredda, sbattuta in quel momento assieme al timo e alla scorza di limone.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

mercoledì 24 marzo 2010

Polaroid 600: l'impossibile ogni tanto accade.



Per tutto l'anno scorso ho seguito con interesse quello che stavano combinando i ragazzi de The Impossible Project con i loro tentativi di riprendere la produzione delle pellicole Polaroid che sono state così intrinseche alla cultura dagli anni '60 agli '80.

Chi non si ricorda gli scatti fatti con la Polaroid da grandi fotografi come André Kertész o da artisti come il mitico Warhol?

Finalmente dopo tanta attesa e qualche disillusione ieri l'annuncio che le pellicole istantanee in bianco e nero nei formati PX100 e 600 saranno disponibile dal 25 marzo.



Può sembrare strano ma in questo mondo dominato dalle macchine fotografiche digitali queste vecchie pellicole istantanee, che io per primo ho snobbato durante i primi anni della rivoluzione digitale, hanno adesso il sapore e la freschezza della gioventù.

Forse sto invecchiando, ma sto andando a togliere dalla polvere la mia OneStep Express.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

martedì 23 marzo 2010

Hoodman Pro Loupe


Scommetto che tutti voi almeno una volta avete trovato un oggetto che vi ha fatto pensare: "Come ho potuto vivere prima senza di esso?" Ecco quel che è successo a me con questo accessorio per la macchina fotografica digitale.

Lo Hoodman HoodLoupe 3.0 è sostanzialmente un mirino che può essere applicato sopra lo schermo LCD di quasi tutte le fotocamere digitali. Può essere usato mettendolo e togliendolo, appeso al collo, in modo da poter guardare l'LCD senza preoccuparsi dei riflessi del sole, oppure è possibile bloccarlo con un sistema di elastici.

Mentre questo accessorio è utile per verificare l'istogramma delle immagini nelle fotocamere digitali più vecchie, è eccezionalmente utile usato con quelle più moderne dotate di Live-View: essendo miope (ai limiti della cecità oramai :D), devo ancora capire perché qualsiasi fotocamera economica degli anni '60-'70 dispone di un mirino migliore rispetto alle digitali moderne (ad eccezione forse di quelle più costosi, forse ...); con lo Hoodloupe posso quindi utilizzare il pannello LCD con Live-View come si trattasse di un mirino, posso zoomare e mettere a fuoco la scena perfettamente e inoltre posso usare delle vecchie lenti che altrimenti interferirebbero con lo specchio della mia 5dmkII.

Ad esempio ho usato questo accessorio assieme ad un 300mm a fuoco manuale per fare le foto a Beppe Grillo a Bologna sabato scorso e, considerando che stavo fotografando a diaframma completamente aperto un soggetto in movimento, è stato di una utilità incredibile, senza non avrei potuto di certo farle avendo una profondità di campo così limitata.

Ma c'è anche un altro vantaggio.
Se possedete una fotocamera digitale che può registrare video in qualità HD davvero non potete vivere senza questa accessorio: provate a focheggiare e comporre in modo efficace senza durante la registrazione video.

Consiglio anche di comprare il poggia-occhio modellato: fa davvero la differenza, soprattutto se si lavora in una giornata molto luminosa, per eliminare i riflessi indesiderati e la luce dal campo visivo.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

domenica 21 marzo 2010

Beppe Grillo a Bologna - 20 marzo 2010


Cosa c'entra Beppe Grillo in questo blog vi chiederete? Beh, come ho sempre detto io non sono un cuoco, ma un fotografo. E ieri l'occasione era ghiotta per mettere alla prova un paio di "accessori" che ho recentemente preso proprio per potere fotografare questo genere di eventi.


Quali sono? Questa settimana ve li mostrerò con dovizia di particolari con degli appositi post.
Nel mentre guardate il risultato che a me ha particolarmente soddisfatto considerate le condizioni tutt'altro che agevoli: era nuvolo con poca luce, il palco era "murato" da una selva di persone attorno (comunque avvicinandosi si rischiava l'inquadratura in stile "balcone" che a me fa piuttosto schifo) e Beppe Grillo non è un soggetto, diciamo così, fermo e tranquillo.


I miei settaggi sono stati quindi: priorità di tempi sufficienti a non avere troppo mosso con la lente (era un 300mm), ISO automatici contando nelle capacità del sensore della Canon 5dMkII, fuoco manuale e scatto a raffica (prendete una card molto veloce con macchine con tanti megapixel, io ho una Sandisk Extreme III da 16 GB che trasferisce a 30mb/s).





(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

venerdì 19 marzo 2010

Zuppa di Ceci e Scampi

Zuppa di Ceci e Scampi

Avete mai pensato di combinare magicamente Mare e Terra insieme in una unica ricetta? Leggi allora come può essere fatto in modo delicato, ma saporito, in questo recente ricetta classica della cucina italiana.

Lo svantaggio è che non è né facile né veloce da preparare, ma vi assicuro che ne vale la pena. Si possono anche provare alcune varianti usando gamberetti o altri molluschi, la cosa importante è che siano il più freschi possibile per apprezzare il vero sapore di questa ricetta.

Ingredienti (per 4 persone)
400 gr. ceci secchi
12 scampi freschi
2 carote
1 sedano
4 scalogni
sale
pepe
olio d'oliva
acqua
prezzemolo

Preparazione
Mettete a bagno i ceci secchi in acqua per tutta la notte prima. Rimuovete le teste degli scampi e mettetele a bollire in 4-5 bicchieri di acqua salata per circa un'ora. Scolate e tenete il fumetto da parte.
Tagliate a dadini le altre verdure e versatele assieme con i ceci nel fumetto, fate cuocere a fuoco medio per circa 2 ore o fino a quando i ceci sono morbidi aggiungendo altra acqua se necessario. Schiacciate le verdure cotte con un robot da cucina o con un passaverdura quindi setacciate il composto finché non diventi cremoso, aggiungete altro sale a piacere e tenetelo al caldo. Cuocete le code di scampo al vapore per circa 15 minuti o in una padella con un poco di olio. Cospargete la minestra con olio d'oliva, pepe grattugiato fresco e alcune foglie di prezzemolo tritato, aggiungete le code di scampi e servite.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

mercoledì 17 marzo 2010

Uno Studio Fotografico in Borsa



Si può replicare il "look" di una foto fatta in uno studio fotografico professionale usando solo un piccolo flash a slitta e alcuni altri accessori portatili a buon mercato? Se volete sapere come, continuate a leggere.

"Strobism" è una nuova parola inglese che significa illuminazione fotografia professionale senza l'utilizzo di ingombranti apparecchiature da studio. Il blog Strobist ha davvero fatto nascere una nuova tendenza nella fotografia dimostrando che con l'intelligenza e la giusta attrezzatura si possono usare i piccoli flash a slitta quando in molte occasioni in passato un fotografo doveva ricorrere ad attrezzattura costosa e pesante.

A mio parere vi era ancora però un inconveniente: avrei dovuto duplicare la maggior parte della mia attrezzatura, perché tutti i vari modificatori di luce che ho per i miei flash da studio non erano compatibili con i sistemi disponibili per i flash a slitta. Questo significava che avrei dovuto comprare un altro set di softboxes, snoot, beautydish, ecc... Tutto considerato era una spesa notevole e comunque alcune delle opzioni che avevo per i flash da studio non erano disponibili una volta avessi deciso di usare i flash a slitta, e non sto solo parlando di potenza.

Ma in questi ultimi mesi alcuni adattatori sono apparsi sul mercato: essi consentono di utilizzare gli accessori con baionetta S (lo standard utilizzato da Bowens per gli accessori dei suoi flash e adottata anche da molti altri produttori) con i leggeri e pratici flash a slitta.


Ne ho comprato uno su eBay da questo venditore in modo da verificare quanto robusto e pratico potesse essere e ben presto me ne sono innamorato. L'adattatore è piuttosto robusto e resistente, è anche progettato in modo intelligente e si può fissare un flash utilizzando la sua slitta, ma con anche la possibilità di rimuovere l'attacco a slitta e utilizzare una vite da cavalletto standard: molto utile nel caso in cui si utilizzano controller remoti come di solito faccio.

L'adattatore per la baionetta S è un anello robusto che può facilmente consentire di montare softbox di grandi dimensioni, anche se io ne ho usati al massimo di 100x100 cm. di dimensione perché oltre temo che un flash a slitta non sarebbe abbastanza potente per fornire una illuminazione abbastanza eguale ai bordi.


Ma si possono anche utilizzare snoot, piccoli e medi beauty dish, e così via ... praticamente posso usare tutta l'attrezzature da studio che già ho (anche i miei flash studio hanno la baionetta S Bowens) e con il vantaggio di poter usare in futuro ogni nuovo accessorio che comprerò.

Dopo alcune prove ho appena ordinato altri 2 adattatori in modo che usando una sola, pratica borsa da trasporto posso portare in location 3 flash a slitta, i loro treppiedi, un paio di softbox, un Snoot, un beauty dish e con un potenza sufficiente per poter fare quasi tutti i servizi senza dover affittare una batteria, le sua teste flash e un furgone per trasportare tutta quella roba ingombrante.

Naturalmente, se dovete fotografare 3-4 persone insieme o dovete sopraffare la luce del sole d'estate a mezzogiorno dovete avete ancora ricorrere a sistemi più potenti, ma questa soluzione è perfetta se si vuole fare qualche ritratto sul posto, magari a casa del vostro cliente, o fare delle foto a dei piatti in un ristorante, senza doverlo per forza trasformare in uno studio fotografico.


Per esempio, questo ritratto della mia bruttezza personale è stato scattato utilizzando un flash Nikon sb26 in una softbox 60x60 cm a 1/8 di potenza e un altro sb26 come hair-light a 1/4 di potenza.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

venerdì 12 marzo 2010

Crema al Black Treacle

Crema al Black Treacle
Mezz'ora. Questo è il tempo necessario per preparare questo dolce, buono sia come dessert dopo pranzo o per una colazione piuttosto energetica.

Ingredienti (per 4 persone)
300 ml. panna
75 gr. zucchero di canna grezzo
3 cucchiai di black treacle (melassa nera)
4 rossi d'uovo
1 stecca di vaniglia
sale

Preparazione
Scaldate la panna con lo zucchero, il black treacle, la stecca di vaniglia e un paio di pizzichi di sale a fuoco basso finché lo zucchero non sia ben sciolto. Sbattere i tuorli d'uovo e aggiungete la miscela cremosa calda. Filtrate il composto e versatelo in 4 formine da forno. Preriscaldate il forno a 150 gradi, mettete le formine in una teglia profonda e riempitela con acqua bollente fino a circa un terzo dell'altezza delle formine. Cuocete per circa 20-25 minuti, finché la crema sia ferma ma ancora elastica al centro. Lasciatela freddare per almeno un'ora prima di servire.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

lunedì 8 marzo 2010

Welta Welti

Welta Welti
Oggi non parlerò di nitidezza, dimenticate la fotografia ad alta definizione per un attimo e cercare di ricordare la bellezza degli antichi colori pastello: ecco a voi un salto nel passato!

Welta Welti
Welta Welti


La Welta Welti fu una delle prime 35mm tascabili, piccola anche rispetto agli standard di oggi essendo lunga solo 12 cm., ed apparve nel 1936. È equipaggiata con una lente Schneider Kreuznach Xenar 50/3.5 montata su un Compur con tempi di scatto che vanno da 1 secondo a 1/300. Non c'è telemetro, solo un mirino di aiuto, impostabile a breve o lunga distanza.

Welta Welti


Data la storia e le caratteristiche di questa fotocamera ho dovuto pensare con quale film poterla provare. Avevo deciso di evitare di emulsioni moderne così mi rimaste poche alternative, qualche vecchia pellicola in bianco o nero come Trix o Fomapan e poco altro. Poi mi sono ricordato che l'Esselunga, vende sotto la sua etichetta una pellicola con un vecchio tipo di emulsione, prodotta dalla Ferrania. Ho comprato un paio di rullini a 400 ISO e ne ho usato uno mentre producevo altre immagini con la mia attrezzatura digitale.

Welta Welti


Sono rimasto abbastanza stupito dai risultati. I vecchi colori pastello che sembrano oggi dimenticati sono ritrovati, ma a costo di una risoluzione e grana terribili. Eppure penso che questo bilanciamento di colori a partire da un file digitale sia quasi impossibile da replicare digitalmente e l'uso di una fotocamera di 80 anni fa, con tutti i suoi limiti, a volte mi dà una sensazione di freschezza, obbligandomi ad uscire dagli stilemi meccanici del digitale.

Welta Welti

giovedì 4 marzo 2010

Carciofi Arrosto con Pancetta

Carciofi Arrosto con Pancetta
Possono coesistere gusto e velocità di preparazione? A volte sì, proprio come in questa ricetta che utilizza delle verdure di stagione come ingrediente principale.

Ingredienti (per 2 persone)
3 carciofi freschi
2 cucchiai di pancetta cruda a pezzi
2 cucchiai di pecorino grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio
sale
pepe

Preparazione
Tagliate i gambi dei carciofi, rimuovete le dure foglie esterne e tagliateli a metà. Metteteli in acqua bollente, aggiungete il succo di limone e fate lessare per circa 15-20 minuti. Scolateli e poneteli su una teglia da forno oliata, il lato tagliato rivolto verso l'alto. Mischiate la pancetta, il formaggio, il pane grattugiato, il timo, il prezzemolo, sale e pepe e uno spicchio d'aglio tritato. Cospargete generosamente il lato tagliato dei carciofi, spingendo il ripieno anche tra le foglie. Spruzzate i carciofi con un po di olio d'oliva e arrostiteli nel forno preriscaldato a 200 gradi per altri 20 minuti o fino alla doratura (usando il grill se necessario). Serviteli caldi.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

martedì 2 marzo 2010

Calendario Desktop Marzo 2010

Calendario Desktop Gennaio 2010

I primi segni della Primavera stanno arrivando, Marzo è qui e quindi Food~0~grafia vi offre il nuovo calendario desktop, cioè uno sfondo per lo schermo del vostro computer con una foto di food e il calendario del mese in corso.

Per impostare lo sfondo, cliccate sul link in fondo al post riportante la dimensione adatta al vostro schermo e, quando apparirà l'immagine, cliccando col tasto destro del mouse (o cliccando col mouse tenendo premuto il tasto ctrl per alcuni utenti Mac) sopra di essa selezionate "imposta come sfondo del desktop..." (o una frase simile a seconda del web browser che usate).

Anche questo mese potete scaricare la stessa immagine del calendario come sfondo per il vostro iPhone. Potete trovare il link sotto.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

800x600
1024x768
1280x1024

Wallpaper per iPhone