martedì 27 aprile 2010

Pasta alla Carbonara

Pasta alla Carbonara

La ricetta di oggi parla di un piatto "leggendario" che è estremamente facile da preparare, ma la maggior parte delle volte non lo è come dovrebbe. Continuate a leggere per scoprire i piccoli trucchi necessari per avere la "vera carbonara" sulla vostra tavola.

Sono molte le leggende e le storie che si raccontano su come è nata questa ricetta. C'è chi dice che sia stata inventata dopo la seconda guerra mondiale quando i soldati americani hanno portato nella Roma occupata la pancetta e le uova in polvere. Qualunque sia l'origine, questa ricetta non era mai apparsa prima, quindi probabilmente c'è del vero dietro questo racconto.

Ingredienti (per 4 persone)
400 gr. spaghetti
200 gr. guanciale di maiale
4 uova
150 gr. pecorino grattugiato
un cucchiaio di lardo
pepe (tanto!)
sale

Preparazione
Mettete un cucchiaio di lardo in una padella a fuoco molto basso e fatelo sciogliere. Aggiungete il guanciale tagliato a dadini e fatelo cuocere lentamente fino a quando il grasso diventi quasi trasparente e croccante. Una volta pronto mettete da parte mantendolo caldo. Lo strutto è necessario per evitare di bruciare troppo il guanciale all'inizio ma se avete una padella molto buona potete provare a cucinare il guanciale solo col suo grasso. Sbattete in una terrina due uova intere e due tuorli, aggiungete il pecorino grattugiato e il pepe continuando a sbattere fino ad ottenere una crema.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolate "al dente". La pasta deve essere ancora piuttosto umida, aggiungete eventualmente un paio di cucchiai di acqua di cottura se necessario, poi mischiatela nella ciotola con il composto di uova in modo da "rivestirla" con esso. Aggiungete il guanciale e servite.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

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lunedì 26 aprile 2010

Beier Beirax e Kodak Ektar 100


Le macchine fotografiche a pellicola sono un po' come il buon vino: più invecchiano, più il loro "sapore" è migliore. Oggi vi mostrerò un altro gioiello piuttosto oscuro dell'ingegneria tedesca: la Beier Beirax.

Prima però un po' di storia sulla ditta che ha prodotto questa fotocamera.

La Kamera-Fabrik Woldemar Beier fu fondata a Freital da Woldemar Beier nel 1923 quando questi aveva 37 anni. Era una delle tante fabbriche fotografiche nate attorno a Dresda che all'epoca era uno dei centri più importanti del settore, in gran parte grazie all'industria ottica Carl Zeiss.

Iniziò a produrre fotocamere a lastre in legno, ma nel 1929 produsse la sua prima macchina fotografica a medio formato 6x9, la Gloria, seguita dal 1932 con la prima fotocamera a 35 millimetri, la Beira.

Queste fotocamere erano indirizzate al mercato di media qualità, ma alcuni dei modelli furono equipaggiati con lenti di buona qualità: Leitz, Rodenstock e Steinheil.

Durante la seconda guerra mondiale la produzione fu completamente orientata verso le esigenze militari (aerei e u-boot, per lo più come subappaltatore della Askania-Werke), ma l'occupazione sovietica nel 1945 pose momentaneamente fine all'azienda. L'esercito sovietico smantellò completamente la fabbrica inviando i macchinari in treno fino a Uljanowsk e lasciando Woldemar Beier solo con pochi strumenti coi quali cercò di sopravvivere producendo pentole, ciotole e altri semplici casalinghi in metallo.

Nel 1949 assieme ai 25 dipendenti rimasti riuscì a riprendere la produzione di fotocamera con macchinari costruiti con pezzi di scarto e tutto quello che poteva adattarsi allo scopo. Nel 1955 la società riuscì a presentare dei nuovi modelli: le Beirex II e Precisa II.

Woldemar Beyer morì nel 1957, appena un anno prima che la società iniziasse a produrre la suo prima fotocamera 35 mm del dopo-guerra: la Beirette.

Nel 1959 lo stato della DDR rilevò una grande quota nell'impresa fino alla completa acquisizione del 1972 quando fu rinominata VEB (azienda dei cittadini) Kamerafabrik Freital per poi fonderla nel 1975 all'interno del conglomerato VEB Pentacon, liquidato dopo la riunificazione tedesca e ora in gran parte controllato da Schneider Optics.

Beier Beirax
La linea ferroviaria tra Bologna e Firenze
vicino a Grizzana Morandi sull'Appennino

La macchina fotografica che possiedo è un modello anteguerra Beirax che utilizza film in formato 120 per produrre dei fotogrammi 6x9. È equipaggiata con una lente Rodenstock Trinar Anastigmat 105/4.5, che ha una nitidezza piuttosto elevata per essere una tripletta.

Ho provato la macchina con la pellicola negativa Kodak Ektar 100, recente prodotta anche in formato 120, e devo dire che le affermazioni della Kodak su quanto sia la pellicola negativa a colori con la grana più morbida e fine oggi disponibile sono vere. La scansione fatta col mio Epson V700 alla sua risoluzione massima (4800 dpi) era di circa 75MP. Anche facendo un "downsampling" alla metà delle dimensioni per ottenere la risoluzione reale dello scanner (circa 2200-2400 dpi) si traduce in circa 18-19 MP che sono comunque molto vicini ai 21MP che la Canon Eos 5dMkII è grado di produrre. E stiamo parlando di una macchina fotografica d'anteguerra ed uno scanner prosumer, quindi devo dire che anche i "pixel peepers" possono avere la loro gioia con questa combinazione;)

Beier Beirax
Il Muro delle Memorie

Anche le foto con fuoco ravvicinato sono piuttosto buone, nonostante si possa notare un po' più di distorsione agli angoli (le triplette non hanno la qualità di un planar, naturalmente), ma la nitidezza è ancora impressionante per una lente così vecchia. Qui la pellicola Ektar funziona molto meglio che nel paesaggio precedente dove ho dovuto usare un sacco di correzione del colore per sistemare i rossi, ma era una anche uno scatto controluce con una lente non rivestita e forse il risultato è influenzato da questo.

Beier Beirax
La Fede che si Sgretola

Ok, questo terzo scatto mi ha fatto chiaramente vedere che i rossi dell'Ektar fanno un po' quello che vogliono, anche se il livello di dettaglio è davvero notevole.

In conclusione ciò che mi ha colpito è infatti la sensazione di tridimensionalità che questa combinazione di lenti e pellicola produce, davvero inaspettata.

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giovedì 22 aprile 2010

Orata Ripiena di Miele al Cartoccio

Orata Ripiena di Miele al Cartoccio

Questa ricetta unisce la dolcezza del miele assieme al gusto aspro dell'arancia e all'aroma mediterraneo delle erbe. La cottura al cartoccio permette di conservare il gusto di questa combinazione creando un piatto di pesce che vi farà sentire come se foste a pranzo sulla spiaggia.


Ingredienti (per 4 persone)
4 orate di media grandezza
1 arancia
4 cucchiai di miele d'arancio
1 rametto di timo
1 rametto di rosmarino
4 foglie di salvia
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
sale
pepe
olio d'oliva

Preparazione
Pulite i pesci, eliminando pinne e squame, e aprite il ventre togliendo le interiora. Tritate le erbe, rimuovendo le loro parti legnose, e mescolatele con il miele e il pepe. Riempite la pancia dei pesci con la miscela di miele. Mettete ogni pesce su un foglio di alluminio, abbastanza lungo da avvolgerlo completamente. Sbucciate l'arancia e tagliatela a fette, mettendone una sopra ogni pesce. Condite con un filo di olio e chiudete il foglio di alluminio in modo da creare un cartoccio stretto che non permetta al succo di uscire. Preriscaldare il forno a 225 gradi, quando caldo mettete dentro i cartocci e lasciateli cuocere per circa 15 minuti. Servite il pesce molto caldo, ancora avvolto nel suo cartoccio.

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mercoledì 21 aprile 2010

Confessioni di una Mente Fotografica (I parte)

Ciotole smaltate

Che cosa crea davvero una foto? Non è la fotocamera, non è l'obiettivo, non sono le luci che si possiedono o si potrebbero comprare. È solo la nostra mente. In questi post cercherò di spiegare quali sono stati i ragionamenti dietro alcuni dei miei scatti.

Prima parte: In a Sentimental Mood

La prima cosa che penso quando preparo uno scatto è il "mood", cioè "l'atmosfera", che voglio dare all'immagine finale. Il "mood" è qualcosa legato sì al soggetto, ma anche al proprio stile fotografico, esperienza e cultura. È molto difficile spiegare con parole semplici i percorsi che seguo quando mi trovo in questo fase, ma il risultato finale è di avere abbastanza chiara in mente una "immagine immaginaria" o, in italiano migliore, previsualizzare come potrebbe essere la mia immagine finale.

Forse ci saranno alcuni dettagli che cambierò più tardi, il punto di vista, l'angolo di campo, il posizionamento degli oggetti, ma l'atmosfera della foto è decisa in questa fase.

Penso sia molto importante prendersi del tempo per completare questo processo in modo soddisfacente in quanto è una grande base di partenza per fare un buon scatto. Tutte le decisioni successive avranno un percorso chiaro da seguire e il vostro lavoro sarà molto più semplice.

Oltre a questo, se lavorerete nel campo della fotografia commerciale, scoprirete che avrete bisogno di produrre la "immagine immaginaria" del vostro cliente, cioè tradurre il "briefing" ricevuto dal cliente in una foto che deve essere il più possibile simile a quella che pensava di volere. Più imparerete a soddisfare il vostro "cliente interno", voi stessi, meglio sarete in grado di soddisfare le esigenze dei vostri clienti.

È anche un modo molto logico di lavorare: una volta che la "atmosfera" della foto è decisa potete cercare gli oggetti di scena necessari per creare il set di cui avete bisogno per realizzare quanto avete in mente. Il mancato rispetto di questo workflow ha in genere come risultato un grande spreco di tempo e un'immagine "balbettante" che manca di quel "qualcosa" per essere compiuta, non importa quanto muoviate le varie cose intorno.

Facciamo un esempio visivo.

Saint Germain Cocktail

Dovevo illustrare con una foto questo cocktail a base di champagne. Quali parole vi vengono in mente quando si parla di champagne? Francia, tradizione, eleganza, amore, coppia. Ho quindi frugato miei ricordi e ho trovato una scena del film "Le Relazioni Pericolose" (ispirato al romanzo settecentesco francese "Les Liaisons Dangereuses" di Pierre Choderlos de Laclos).


In quella scena Cécile de Volanges (Uma Thurman) scriveva una lettera con una penna d'oca sulla schiena del visconte di Valmont (John Malkovich), mentre entrambi giacevano su un letto. Ho pensato che potesse essere il momento perfetto per bere un cocktail come questo. Quindi ho iniziato a cercare gli oggetti che mi servivano per creare la scena: un paio di cuscini ricamati, una penna d'oca, una vera lettera del XIX secolo, un vassoio di metallo che sembrasse antico, un flûte per champagne e alcune ciliegie per dare sia uno spunto sull'ingrediente principale del cocktail, sia per la sensualità dei frutti e il colore che aggiungevano.

Come ho spiegato in precedenza avevo già la scena in mente in modo abbastanza chiaro così ho potuto organizzare lo scatto velocemente. Sia l'obiettivo che ho usato sia l'illuminazione sono stati consequenziali: un tele corto e una singola luce morbida da destra quasi perpendicolare alla fotocamera con pannelli neri sulla sinistra e dietro.

Ecco perché dico sempre che non è così indispensabile concentrarsi sull'equipaggiamento fotografico, ma sulle idee. Ovviamente si ha bisogno di strumenti: se non avessi avuto un softbox per replicare la luce soffusa di una finestra avrei dovuto ricorrere alla luce naturale e limitare l'orario di ripresa nelle ore del giorno. Ma se non avessi previsualizzato la scena e la sua atmosfera, nessun accessorio o strumento avrebbe potuto creare quella foto.

Nel prossimo post continuerò a parlare di come penso i miei scatti: "Seconda parte: la Forma delle Cose."

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giovedì 15 aprile 2010

Branzino Arrosto con Ripieno di Cipolle

Branzino Arrosto con Ripieno di Cipolle

Mischiare il pescato del Mar Mediterraneo assieme al sapore terragno delle verdure è facile in Primavera quando si può approfittare di ingredienti freschi che rendono buona qualsiasi ricetta.

Per esempio la ricetta di pesce che segue è incredibilmente facile e veloce da preparare e con un gusto ricco che maschera la sua salubrità e leggerezza, per cui è molto facile per adattare a qualsiasi dieta.

Ingredienti (per 4 persone)
1 branzino appena pescato
2 cipolle grandi
2 spicchi di aglio
1 rametto di timo
1 rametto di rosmarino
2 foglie di alloro
olio d'oliva
aceto di vino bianco
spicchi di limone
sale
pepe

Preparazione
Pulite il branzino, rimuovendo pinne e squame, e apritegli il ventre togliendo le interiora. Tritate le cipolle molto sottili, schiacciate l'aglio e soffriggete dolcemente in una padella con un poco olio d'oliva e alcune gocce di aceto fino a doratura. Riempite il pesce con le cipolle soffritte, le erbe aromatiche, sale e pepe. Mettetelo in una pirofila e ungetelo con abbondante olio. Cuocete in forno preriscladato a 180 gradi per circa 15-20 minuti fino a quando gli occhi del pesce diventano completamente bianco latte. Servite il pesce con spicchi di limone e la vostra salsa per pesce preferita.

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martedì 13 aprile 2010

Le Tre False Scuse che Ci Impediscono di Fare Buone Foto

Delle scuse irrazionali e illogiche a volte ci impediscono di raggiungere i risultati che desideriamo. Io la chiamo la sindrome del "Se solo ..." e influenza tutte le attività umane, inclusa la fotografia.

Spesso parlo con persone che vogliono migliorare le fotografie che fanno e la maggior parte di loro sono davvero pronte a metterci l'impegno e il lavoro necessario.

Ma la sindrome del "se solo ..." prima o poi entra in gioco: "Se solo avessi quell'accessorio xxxx potrei essere un fotografo migliore". "Se solo potessi fotografare durante il giorno i miei scatti sarebbe molto meglio." Non c'è davvero fine alle scuse che siamo in grado di creare dal nulla per giustificare la nostra pigrizia o mancanza di pazienza.

La prima cosa da fare è riconoscere queste scuse per quello che realmente sono: scuse. E metterle al posto giusto: è una reazione molto comune ed umana alle difficoltà, non siete dei mostri strani e tutti sono stati nei vostri panni ad un certo punto. Aggiungiamo a questo anche il Mondo "consumista" in cui viviamo, che ad ogni passo cerca di convincerci che è necessario acquistare un nuovo prodotto che miracolosamente risolverà tutti i nostri problemi.

Ma facciamo alcuni esempi piuttosto comuni di situazioni "fotografiche" che ho spesso ascoltato.

La scusa "non ho una fotocamera abbastanza buona".

Questa è la più palese bugia che possiamo raccontarci. Poteva essere vera (fino ad un punto) in passato, ma oggi è veramente ridicola. È vero che non tutte le macchine fotografiche sono adatte in qualsiasi situazione, ma non dovete spendere una fortuna per comprare ciò che vi serve, dovete solo sapere di che cosa avete bisogno e dei compromessi che desiderate accettare.

Parliamo per esempio del settore della fotografia in cui sono più coinvolto: il food. Ho già spiegato in un altro post perché si dovrebbe usare una macchina fotografica reflex per fare scatti di food decenti. Come mi aspettavo alcuni commenti sono stati "ahh ma io ho solo una macchina fotografica digitale compatta. Quelle foto sono il meglio che potessi fare".

Scuse.

Se avete bisogno di fare foto di food per il web non è necessario acquistare la più recente, mega accessoriata, macchina fotografica che costa quasi come un'automobile. Basta avere una buona macchina fotografica digitale usata, prodotta anche alcuni anni fa, e una economica lente da 50mm. Stiamo parlando di circa 150 euro per la macchina e altri 150 per l'obiettivo, e sto un po' esagerando i prezzi, si potrebbe forse trovare qualcosa di più conveniente con un po' di pazienza e di ricerca.

Quindi con circa 300 euro, meno del prezzo delle più recenti fotocamere digitali compatte, potete permettervi di entrare in un mondo completamente diverso. Se il vostro desiderio di fare buone foto merita questa spesa, eliminate la scusa che vi siete creati e iniziate a cercare il vostro acquisto.

La soluzione è anche più facile se si vuole fare begli scatti dall'aspetto professionale ma che non hanno bisogno di essere in un formato digitale. La pellicola non è morta, un rullino di pellicola costa circa 6-8 euro, incluso lo sviluppo, mentre le fotocamere, anche recenti, vengono davvero date via per poche decine di euro.

Se in futuro si desidera avere queste foto in formato digitale per essere utilizzate sul web tutto ciò che serve è uno scanner a buon mercato che costa circa 100-150 euro.


Esempio: ho fatto la foto sopra con una macchina fotografica a medio formato Zeiss Nettar, prodotta negli anni '50 e che in giro si trova anche a 25-30 euro, la pellicola (Fuji Provia 400) e lo sviluppo mi è costato altri 8-9 euro, mentre la scansione la ho eseguita con un Epson V700 (500 euro) che mi ha dato un'immagine con una risoluzione che batte la mia Canon EOS 5dMkII (2500 euro). Uno scanner da 150 euro avrebbe prodotto risultati più che accettabili per il web e in ogni caso con la pellicola si può sempre usare in futuro uno scanner migliore, la qualità è nella pellicola stessa, non nello scanner.

La scusa "Non ho abbastanza luce"

Quando sento queste parole il mio primo pensiero è "Oh mio Dio! Di nuovo!". Mettiamola in modo semplice e chiaro, a meno che non si debba fotografare un soggetto in movimento o animato la luce non è un problema. Ripetete con me "La... luce... non è... un... problema". Questo perché spero che abbiate speso qualche soldo per comprare un treppiede.

Non avete un treppiede? Compratene uno. Pensate di non aver bisogno di un treppiede? Ok, seguitemi: le foto di buona qualità hanno bisogno di luce o di tempo. Poiché la luce non è sempre disponibile ci vuole tempo, e tempo significa che avete bisogno di tenere ferma la fotocamera, almeno per un secondo diviso per la lunghezza focale dell'obiettivo che state utilizzando. Ad esempio se si utilizza il comune obiettivo da 50 millimetri è necessario almeno un tempo di esposizione pari a 1/50 di secondo (se si utilizza una macchina fotografica digitale "crop" si deve moltiplicare la lunghezza focale con il fattore di crop, di solito circa 1.5x).

Ma quando un treppiede è davvero impagabile è quando si deve fotografare con poca luce o luce artificiale. Anche una piccola finestra o una lampada poco potente possono essere sufficienti se si ha un soggetto fermo e un treppiede. Avete tutto il tempo del mondo, abbastanza per trasformare la notte in una luminosa giornata nei vostri scatti.


Esempio: l'illuminazione che ho usato in questo scatto è solo la coppia di candele sullo sfondo. Naturalmente ho usato il cavalletto perché, anche a diaframma completamente aperto, il tempo necessario per ottenere una buona esposizione era di alcuni secondi.

La scusa "Non ho un buon occhio"

Questa è la scusa più brutta che ci possiamo raccontare, e probabilmente anche la più falsa.

Non ho mai incontrato un fotografo che sia nato con "buon occhio". Il "buon occhio", cioè la capacità di comporre una scena significativa e attraente nella fotografia, è una capacità che ha solo bisogno di essere alimentata mediante l'esercizio e l'esposizione a belle immagini, non solo fotografiche.

Per esempio visitate la pinacoteca della vostra città e iniziate ad analizzare i quadri che vi piacciono di più: guardate come il pittore ha messo i vari elementi sulla scena, che bilanciamento è riuscito a creare, quali sono le caratteristiche del quadro che hanno realmente catturato la vostra attenzione ed interesse.

La fotografia non ha regole diverse dalla pittura, è solo un medium diverso.

Il vostro investimento migliore è acquistare libri sulla pittura e la fotografia e guardare belle immagini ogni volta che potete. Un manifesto pubblicitario cattura la vostra attenzione? Fermatevi un attimo e studiate come l'immagine raffigurata su di esso è composta, come la luce cade sul soggetto, che tipo di significato o stato d'animo l'immagine cerca di esprimere a chi la vede.

Il "trucco" per fare belle foto è quello di riconoscere, attraverso la vostra esperienza, che una scena possa essere interessante, previsualizzarla nella vostra mente e alla fine vi renderete conto che l'azione di scattare la foto è la parte più facile e quasi meccanica. Anche un robot può premere un pulsante di scatto, un computer è in grado di calcolare l'esposizione meglio del più grande fotografo, ma solo un essere umano può possedere la cultura e l'intelligenza necessarie per riempire la foto di significato.


Esempio: lo studio e l'analisi di un capolavoro di un grande pittore (in questo caso Cezanne), può darvi un sacco di idee su come comporre un soggetto in una scena fotografica.

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giovedì 8 aprile 2010

Tortini al Limone

Tortini al Limone

Dovete improvvisamente ospitare la Regina di Cuori al vostro Mad Tea Party e non volete sentirla gridare "Tagliategli la testa!"? Seguite questa ricetta e anche il cattivo più cattivo diventerà pacifico e accomodante mentre sorseggia il tè.


Ingredienti (per 8 tortini)
2 uova
80 gr. di olio d'oliva
120 gr. di zucchero semolato
120 gr. di farina "0"
2 limoni
1 cucchiaino di lievito in polvere
150 gr. di zucchero a velo

Preparazione
Pelate i limoni e tenete da parte la buccia. Sbattete in una ciotola l'olio, le uova, il succo di 1 limone e lo zucchero semolato, poi setacciate dentro la farina e il lievito continuando a sbattere fino a ottenere una crema. Ungete e infarinate otto formine per muffin, versate la pastella riempiendole fino a poco prima dell'orlo. Cuocete in forno preriscaldato a 160 gradi per circa mezz'ora o fino a quando sono lievitati e dorati in superficie. Nel frattempo tagliate l'altro limone in due, spremetelo e mescolate il succo con lo zucchero a velo fino a farlo diventare cremoso, quindi aggiungete metà della scorza di limone, tritata. Lasciate che i tortini si raffreddino dopodiché versategli sopra la glassa al limone aggiungendo altra scorza di limone tritata come decorazione. Metteteli in frigorifero per circa 20 minuti per far solidificare la glassa e serviteli, magari assieme ad un buon tè caldo.

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martedì 6 aprile 2010

Pollo al Curry con Mele Speziate

Pollo al Curry con Mele Speziate

Siete stanchi del solito pollo fritto? Se è così, provate la mia personale ricetta per preparare il pollo al curry.

Non è una ricetta originale indiana, non è studiata da qualche grande gourmet, è semplicemente come mi piace mangiare il pollo con un certo sapore piccante senza bruciarmi la lingua o annegare nell'unto.


Ingredienti (per 4 persone)
800 gr. di petto di pollo
4 cucchiai di burro chiarificato
1 cucchiaino di curry in polvere
2 mele
½ cucchiaino di zenzero in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
½ cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiai di panna acida
sale

Preparazione
Pulite il pollo da ogni parte grassa e tagliatelo a pezzi. Sciogliete 2 cucchiai di burro in un tegame poi aggiungete la carne assieme al curry e sale a piacere. Lasciate rosolare a fuoco medio-basso finché non sia ben cotto all'interno. Nel frattempo sbucciare le mele, togliere i torsoli e affettatele orizzontalmente. Fate sciogliere gli altri 2 cucchiai di burro in un tegame e aggiungere le fette di mela assieme con zenzero, cannella e coriandolo in polvere. Anche in questo caso è necessario controllare attentamente il calore in modo che la frutta rosoli dolcemente fino a diventar morbida. Servite tutto ben caldo nello stesso piatto, versando la panna acida sopra la carne di pollo.

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domenica 4 aprile 2010

Voigtländer Vito B


Questa vecchia fotocamera è stata davvero un bell'uovo di Pasqua. Solo pochi giorni fa ho avuto infatti il tempo di scansionare il primo rullino scattato con essa e sono rimasto scioccato: questa nitidezza, per una macchina progettata per essere una compatta a buon mercato, è stata davvero inaspettata, considerando anche che l'avevo caricata con una peliccola di bassa qualità e molta grana ( la Fujicolor 200).

La Voigtländer Vito B è una macchina fotografica compatta a mirino prodotta in Germania Ovest dal 1954, essa era di solito equipaggiata con un obiettivo Color-Skopar 50/3.5, una lente apprezzata per la sua nitidezza e contrasto e, come ho potuto assistere, queste non sono solo chiacchiere tra di vecchi appassionati nostalgici.

Voigtländer Vito B
Voigtländer Vito B

La fascia "amatoriale" di questa piccola macchina fotografica è evidente dalla mancanza di un telemetro e di un esposimetro: l'uso "normale" è infatti basato sul principio sole/16 e una messa a fuoco approssimativa attraverso l'uso dei simboli del triangolo e del cerchio sull'anello di messa a fuoco (a circa 11 e 40 piedi), una volta impostato un diaframma chiuso abbastanza. Per i dilettanti più evoluti vi era un accessorio telemetro da montare sulla slitta sulla parte superiore della fotocamera, insieme ad un mirino "sport" (niente più che una cornice di 35 millimetri su sfondo nero) che permette l'inquadratura con entrambi gli occhi aperti.

Voigtländer Vito B
Voigtländer Vito B

L'otturatore è un SVS Prontor accoppiato tempo-diaframma, lo stesso meccanismo usato per il più costoso sistema medio formato Hasselblad. Non c'è da meravigliarsi che l'utilizzo di questa complicata tecnologia meccanica su fotocamere amatoriali come questa ha portato l'industria fotografica tedesca economicamente in cattive acque quando le fotocamera giapponesi inondarono il mercato con dispositivi molto meno complicati.

Voigtländer Vito B

Però bisogna dire che il suono dello scatto di questo otturatore è ancora oggi una sorta di musica celestiale e rilassante per tutti gli amanti della meccanica di precisione.

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giovedì 1 aprile 2010

Calendario Desktop Aprile 2010

Calendario Desktop Aprile 2010

I fiori iniziano a sbocciare sugli alberi, il Sole sta splendendo, i cappotti ritornano negli armadi e Food~0~grafia vi offre il nuovo calendario desktop di Aprile, cioè uno sfondo per lo schermo del vostro computer con una foto di food e il calendario del mese in corso.

Per impostare lo sfondo, cliccate sul link in fondo al post riportante la dimensione adatta al vostro schermo e, quando apparirà l'immagine, cliccando col tasto destro del mouse (o cliccando col mouse tenendo premuto il tasto ctrl per alcuni utenti Mac) sopra di essa selezionate "imposta come sfondo del desktop..." (o una frase simile a seconda del web browser che usate).

Anche questo mese potete scaricare la stessa immagine del calendario come sfondo per il vostro iPhone. Potete trovare il link sotto.

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