martedì 6 dicembre 2011

I Pittori Olandesi e Fiamminghi
(Breve Storia dell'Immagine di Food - IV)


(Jacob Gillig - Pesci di Acqua Dolce - 1684)


I grandi maestri olandesi e fiamminghi sono i veri "papà" della fotografia di food contemporanea.

Durante l'epoca d'oro della pittura olandese il genere della natura morta continua dalla "tradizione" caravaggesca e manierista, ispirata, come dicevo, dalla morte e dal "disfacimento" delle cose terrene, simbologia del concetto cristiano della Vanità, fino a raggiungere il massimo compimento espressivo.

Ma le mutate condizioni economiche di quelle terre, le Province Olandesi, dopo l'indipendenza dalla Spagna diventano una delle nazioni più prospere d'Europa, la nascita di una ricca borghesia come base di committenza e il disinteresse del protestantesimo calvinista, addirittura divieto nelle chiese, a rappresentazioni pittoriche a carattere religioso, porta alla rielaborazione in chiave laica delle varie tipologie iconografiche, fra le quali appunto anche la Natura Morta.



(Willem Claeszoon Heda - Tavola di Colazione con Torta alle More - 1631)


Il tema della morte quindi lascia via via il passo a rappresentazioni sempre più estetizzanti anche se impregnate di forte realismo. Pur mantenendo ancora un legame con l'iconografia della Vanitas, le raffigurazioni del teschio o del limone sbucciato, simbolo della vita dolce esteriormente ma aspra all'interno, pian piano gli oggetti rappresentati appaiono sempre più sofisticati ed esotici. I dipinti diventano sia una esibizione di virtuosistico pittorico, con vetri e riflessi metallici a farla da padrone, sia uno sfoggio di lusso e ricchezza come richiesto dalla committenza borghese che aveva bisogno di compensare con lo sfarzo la carenza di "nobiltà" data dalla loro origine mercantile.


(Osias Beert - Natura Morta con Ostriche - 1610)



Per i dipinti che ci interessano di più, quelli che hanno come oggetto il food, si passa da uno stile chiamato ontbijtjes (letteralmente "colazione") al pronkstilleven ("natura morta sfarzosa"), mantenendo comunque uno stile estremamente realistico, cosa che ha portato i dipinti di entrambe le categorie ad essere utilizzati come fonte di ispirazione per tanti fotografi di food contemporanei.



(Willem Kalf - Natura Morta con Vaso Cinese - 1669)


Come potete vedere nelle immagini di esempio abbiamo una raffigurazione del food, oltre che veramente impressionante come modernità, cosa che fa pensare quanto poco siano cambiate certe ricette durante i secoli, anche estremamente "appetitosa".

La torta nel dipinto sopra, aperta per mostrare l'interno, potrebbe essere infatti tratta da qualsiasi magazine e ricettario di questi ultimi anni, dove certi piatti non sono più composti e presentati in modo "rigido" e formale, impeccabilmente intonsi, ma appunto ritratti durante il loro "consumo" con briciole e posate sporche inclusi.

La luce poi è tecnicamente semplice, di solito c'è una luce principale laterale proveniente da una finestra (vedete i riflessi nel metallo e nei vetri?) più un'altra di "fill" per aprire le ombre più scure e diminuire la drammaticità della scena, al contrario dei manieristi e di Caravaggio che prediligevano invece chiaro-scuri molto più intensi avendo appunto finalità espressive diverse.



(Jan Davidszoon de Heem - Natura Morta con Frutti, Fiori, Bicchieri ed Aragosta - 1660)


Altro importante particolare da notare è l'abbondanza di food, quasi una cornucopia, e quindi anche la difficoltà di rendere il tutto affascinante compositivamente, cosa che riesce grazie all'alternanza di colori, forme e tipologie di oggetti ed alimenti, come nel dipinto qui sopra, dove fiori, frutti, l'aragosta e gli oggetti inanimati concorrono a creare, grazie anche al drappo sapientemente raffigurato, una immagine viva e in "movimento". Complessità di forme, varietà di colori e movimento, caratteristiche che si ritrovano in tutta l'arte barocca a cui la scuola olandese-fiamminga di natura morta del 1600 appartiene, pur differenziandosene per la sua aderenza ad uno stretto realismo che la rende estremamente moderna.

Post precedenti:

Vendere la Fame
Il Bello e la Morte
Caravaggio e la Luce


(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail a info_at_alessandroguerani.com.)

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2 commenti :

Anna ha detto...

Queste sono immagini prettamente "nordiche"... c'e` luce, ma manca vitalita`, infatti manca vita! Il termine "Natura Morta" e` condotto all'estremo. La natura, qui e` veramente "morta" e si esprime solo tramite la presenza della luce. Meno male! Si nota, come affermi, l'influenza del Calvinismo e del conservatorismo. Quest'arte di classe mi deprime veramente. Chi ne ha bisogno? Viva, l'impressionismo! Long live Van Gogh!
Ma grazie per il post, certamente fonte di riflessione...
ANNA

Enrica ha detto...

Molto interessante, grazie per questa pillola di storia!

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