Tutti parlano del Lardo di Colonnata. Ma il suo cugino "povero", prodotto nell'Appennino modenese, ha la sua dignità.
Provatelo a tagliarlo sottile e mettetelo dentro una tigella calda in modo che si sciolga leggermente dentro, donandole il suo aroma. Avrete un piatto semplice ma a cui non si riesce a resistere, specie in queste fredde serate invernali.
(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail a info_at_alessandroguerani.com.)
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8 commenti :
Delirioooo!! Che voglia di mangiarne una dozzina (più o meno) :D
Belle queste tigelle! Io le proverei più con qualcosa di più vegetariano, ma bella comunque la foto. Le tigelle sono fatte da te? Mi piace quello stampino!
@claudia tu sotto sotto sei emiliana, confessa!
@mestolo le tigelle con ripieno vegetariano devo ancora vederle ;)
Le tigelle ( sono esattamente le muffins salate, che si mangiano per breakfast in UK e USA- English Muffins) potrei anche mangiarle, e infatti mi piacciono, ma il lardo... MAI! Non mi ispira affatto...
La foto, come sempre. e` bella, ma quel blocco di lardo... non so... de gustibus...
ANNA
Io adoro il lardo ... e che bonta' con le tigelle ...
Mi potresti dire con quale lente hai fatto la tua foto?
OMG! Voglio mangiarle subito, ora, in questo momento. Dove le trovo?! XD
@Anna
De gustibus, io lo adoro ma adesso non lo posso mangiare e infatti ho dovuto a malincuore regalarlo :(
@J
Un Zeiss 120 Macro per Hasselblad
@Eleonora
Non so di dove sei, qui sull'appennino fra Bologna e Modena dappertutto, oggi le ho viste anche da Eataly qui a Bologna, ma non so se ci sono nei suoi negozi delle altre città
Tanta nostalgia dell'Emilia Romagna, e di Bologna dove ho vissuto...Tigelle, crescentine e piadine for ever. Quanto mi mancano! Io le adoravo pure con la crema di nocciole, le tigelle! Complimenti per il tuo lavoro, le tue foto parlano più di mille parole. Credo molto nel potere di comunicare il food integrando testi e immagini, strumenti dal potere evocativo diverso. Ma è certo che dove finiscono tutte le parole che si possono usare per esprimere i sensi, lì arriva l'occhio fotografico di chi riesce a cogliere la vera essenza delle cose e a farla arrivare, semplicemente, a tutti.
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